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# La vita senza spina
- URL: https://www.innerandouter.it/la-vita-senza-spina/
- Published: 2025-08-13T08:39:26.000Z
- Updated: 2026-09-11T06:45:43.000Z
- Author: Petrus
- Tags: Fantasia, #Migrated-1789109111116, #wp, #wp-post, #Import 2026-09-11 06:45

Sole che mi arriva negli occhi dalla tapparella semiaperta.  
Sembra tardi…  
Come mai la sveglia non ha suonato???  
Ah, già… le sveglie non funzionano più.  
Come *tutto il resto* che va a elettricità.

Guardo l’orologio automatico e meccanico (una di quelle reliquie che prima tenevo sul comodino solo per “fare arredamento”) e… è tardissimo!

Mi alzo di scatto, corro in bagno, apro la doccia…  
Un filo d’acqua, pure fredda.  
Altro “eh già”: senza elettricità, niente boiler, niente acqua calda e pochissima pressione.  
A questo punto, avere la casa al piano terra è stata una scelta di vita vincente, tipo comprare azioni di un’azienda di biciclette due giorni prima del blackout.

Doccia rapida (ok, più un abbraccio al getto gelido), vestiti puliti lavati *al fiume* — sì, letteralmente al fiume, non è un modo di dire — e sono pronto.

Esco.  
Per abitudine infilo le mani in tasca a cercare le chiavi della macchina.  
Non ci sono, ma tanto non servono.  
Le auto sono parcheggiate lì, ferme come sculture. Anche perché il carburante è finito da mesi.  
Io invece mi muovo a pedali: “così mi tengo in forma”… e non perché sia l’unico mezzo di trasporto rimasto funzionante, eh.

Vado a lavoro.  
Ovviamente, il mio vecchio lavoro nell’informatica è sparito in un click… anzi, in un *non-click*.  
Ora faccio il… **riparatore di cose inutili**.  
Lo so, suona strano, ma la gente senza corrente si è riscoperta attaccata a ogni arnese meccanico rimasto: orologi, sveglie a carica, macinacaffè a manovella, biciclette, persino apriscatole vintage.  
Io li aggiusto.  
E lo faccio pure bene, modestamente.

Oggi, per esempio, è venuto da me il signor Giuliano con una sveglia del 1953.  
Non suonava più.  
Gli ho chiesto se fosse sicuro di volerla riparare.  
“Eh certo!” mi fa.  
“Ma scusi, non si sveglia già col sole negli occhi?”  
“No, no… io voglio svegliarmi con quel DRIIIN fastidioso, così posso lamentarmi della giornata fin dall’inizio”.

Poi c’è stata la signora Carla, che è arrivata con un macinacaffè manuale arrugginito.  
Le ho detto:  
“Signora, ma il caffè dove lo trova?”.  
E lei:  
“Eh, infatti… non ce l’ho. Però mi piace girare la manovella, mi rilassa”.  
Ognuno ha le sue stranezze.

Le strade ormai sono semivuote.  
Dopo i primi mesi di panico, razzie e isteria collettiva, le cose si sono assestate.  
La gente ha smesso di aspettare che la luce torni “da un momento all’altro” e ha iniziato a cucirsi addosso questa nuova normalità.  
E qui bisogna dirlo: noi umani siamo un po’ rompiscatole, ma sull’adattamento non ci batte nessuno.

Certo, ogni tanto qualcuno chiede ancora:  
“Ma secondo te la corrente tornerà?”  
Io rispondo:  
“Sì… ma non oggi. E comunque, ormai, ho una sveglia del ’53 da aggiustare”.